Iscriviti qui per ricevere la nostra newsletter settimanale

Barclays Cycle Hire: ecco a voi il bike sharing che i contribuenti londinesi pagano a peso d’oro londra-in-bicicletta-bike-sharing-londra1 Full view

Barclays Cycle Hire: ecco a voi il bike sharing che i contribuenti londinesi pagano a peso d’oro

Si chiama Barclays Cycle Hire (BCH) ed è l’invidiatissimo servizio di bike sharing attivo nella città di Londra che utilizza il sistema canadese Bixi e che è stato lanciato nell’estate del 2010 dal sindaco Boris Johnson che l’ha fortemente voluto per dare un taglio “green” al suo mandato.

Il servizio mette a disposizione 8.000 biciclette disseminate in ogni quartiere della metropoli, in appositi parcheggi (circa 400) dove sono a disposizione dei cittadini che possono prenderle in uno e lasciarle in un altro, in cambio di un modesto pedaggio.

Il Barclays Cycle Hire ha molti vantaggi rispetto al bike sharing di altre capitali. Rispetto alle bici a noleggio di Barcellona quelle di Londra sono a disposizione di tutti e non soltanto dei residenti. Rispetto a quelle di New York costano solo 2 sterline al giorno e non 10 dollari (pari a 6 sterline e 70) ogni 24 ore. E rispetto al servizio di Montreal, chiuso per cinque mesi all’anno, quello londinese è aperto sempre, tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24.

Ma le bellissime e funzionalissime “Boris bikes” pesano non poco sulle tasche dei contribuenti londinesi. Lo sponsor del servizio, la banca Barclays che ne ha dato il nome, infatti copre solo un sesto del budget necessario a mantenere in funzione il sistema, per non parlare dei pedaggi che ne coprono una parte davvero irrisoria. Il risultato? La parte restante del finanziamento, ben 11 milioni di sterline, viene prelevato dalle casse municipali. Cioè dalle tasse.

Il Times di Londra stima che in tre anni ogni bici sia costata ai cittadini più di 4 mila sterline di tasse. Una cifra da capogiro. E questo è il motivo per cui l’ex vice sindaco della capitale britannica ha affermato che «L’accordo di sponsorship con la Barclays è stato un errore. Bisognava pretendere più soldi». Le critiche al servizio, che Johnson aveva promesso sarebbe stato totalmente gratuito per i cittadini, si stanno moltiplicando nel corso del tempo. Tant’è che circolano voci che dall’agosto del 2015 le bici del bike sharing di Londra potrebbero addirittura cambiare sponsor.

Insomma, come anche nel caso di Milano (ma lasciateci dire che il caso di Londra è ben più eclatante), non è tutto oro quello che luccica. Perciò quando si sente dire che ci sono sindaci, come in questo periodo quello di Roma Ignazio Marino, che cercano finanziatori per il bike-sharing delle loro città c’è da metterli in guardia sul fatto che per il costo stesso del servizio, gli sponsor a volte non bastano.

Leave a comment